Cimice asiatica - nuove sperimentazioni

Autore: Casotti / lunedì 20 gennaio 2020

Mondo Agricoltura

Gli esperti sembrano concordi sul fatto che non sarà possibile eradicare la cimice asiatica dal nostro territorio, quindi con questo insetto bisognerà imparare a convivere.
La speranza è di riuscire a creare un equilibrio naturale dove la cimice abbia una minima dannosità, che è comunque una prospettiva nel medio-lungo periodo.
Si continua quindi a lavorare a 360° su eventuali nuovi prodotti fitosanitari e insetti antagonisti.

Ricordiamo che il 6 dicembre la Commissione Europea ha votato per non concedere la riautorizzazione ai due principi attivi clorpirifos e clorpirifos-metile. In Italia si sperava in un rinvio per il clorpirifos-metile, utilizzato appunto contro la cimice asiatica.

Attraverso le prove effettuate per esempio dal Servizio Fitosanitario della Regione Piemonte o dal Disafa – Università di Torino, si cerca di risolvere il problema possibilmente attraverso metodi non chimici, o utilizzando sostanze alternative naturali tipo caolino e zeolite.

Si parla anche di controllo simbiotico: un prodotto blandamente battericida come il rame sulle ovature della cimice, potrebbe impedire la crescita delle neanidi, a livello sperimentale i risultati sono interessanti.

Gli insetti antagonisti sotto esame al momento sono due: T. japonicus (la cosiddetta vespa Samurai) e un suo parente stretto, il T. mitsoukuri.
I primi risultati sembrano incoraggianti, ma non si è certi che questi insetti riescano a limitare in modo significativo le popolazioni di cimice.
La vespa samurai oggi è allevata in condizioni di quarantena da parte del Crea-DC. In ogni caso deve essere ulteriormente testata in laboratorio prima di prevederne la distribuzione in campo, perché bisogna essere certi che non vada a turbare gli equilibri esistenti nei nostri agrosistemi.

L'deale sarebbe effettuare una distribuzione su larga scala nel mese di marzo 2020, ma serve l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, quindi i tempi sono molto stretti e da più parti si chiede di accelerare l’iter burocratico.